decido di cominciare ad affrontare il problema che ho un esame di fisica da preparare entro settembre. realizzo che tra le altre cose sono completamente priva del libro su cui studiare metà del programma. l’altra metà è scritta su un volume che è appoggiato qui accanto a me e mi guarda con aria minacciosa sussurrandomi che capire come si muovono le cose sarà sicuramente un’impresa più complessa del previsto, per la mia mente ancora persa tra le nuvole. ho sviluppato un blocco psicologico nei confronti della fisica per una lunga serie di discorsi autobiografici di cui sicuramente ho già parlato. mi telefonano a casa i carabinieri per dirmi che hanno ritrovato i documenti che mi erano stati rubati un paio di settimane fa. devo telefonare e chiedere dell’appuntato scelto pinco pallino per prendere un appuntamento, e mi sta già salendo l’ansia. oggi è la giornata dello scontro violento con l’autorità e sto cominciando a pensare che forse era meglio rimanere in vacanza.

riguardo vecchie fotografie. sono giovane, ma sono passata da così tante situazioni, tra così tante persone, in così tanti luoghi. cose che credevo assolutamente importanti si sono ridotte così in fretta a piccole ombre sbiadite nella mia memoria, a cui ripenso con un certo senso di sollievo, come un incubo molto reale da cui ci si risveglia all’improvviso - persone che non pensavo avrei nemmeno più rivisto, se non di sfuggita riflesse dentro a qualche vetrina in un qualsiasi mercoledì di pioggia, sono diventate volti familiari, voci amiche, abbracci caldi dentro cui sentirsi al sicuro. mi è successo così tante volte che sono quasi rassegnata a questo troppo rapido evolversi delle relazioni umane: e mentre mi lascio incantare dal colore liquido, indefinito, ipnotico dei tuoi occhi, mi chiedo cosa sarà di noi e di tutta questa bellezza, quando i mesi saranno passati e noi saremo diversi, indossando un’altra maschera, riguardando indietro a quei giorni in cui entrambi avevamo bisogno di quel qualcosa che forse non ci servirà più. vorrei poter avere la certezza che questa volta sarà una storia diversa; sarebbe davvero difficile andarmene. 
sono stati giorni bellissimi, strani e bellissimi. ti ho portato ad ascoltare il silenzio e a guardare il colore della foresta; abbiamo ascoltato nick drake seduti ai piedi di un albero e tu mi hai detto che era tutto molto prematuro e che ti faceva tanta paura, ma mi amavi, e mentre mi guardavi con quello sguardo così pieno di meraviglia io mi sentivo un po’ come se stessi precipitando dentro ad un sogno, uno di quei sogni così splendidi da sembrare quasi stupidi: mi sono innamorata della tua voce, calda, e così dolce, mentre mi sussurrava che ero una little, tiny, gorgeous thing, e mi faceva arrossire, e a te faceva sorridere, quando mi nascondevo dentro alle tue mani.